Let’s go guides cerca guide turistiche nelle province di Brindisi, Lecce, Taranto, Bari, Bat e Foggia

let's goSei una guida turistica riconosciuta dalla Regione Puglia e hai da proporre tour e visite guidate, classiche o alternative? Oppure sei un esperto del territorio, hai una associazione che opera nell’ambito del turismo, sei un produttore locale che apre le sue porte a curiosi e turisti?
Per questo è nato il progetto Let’s go guides, vincitore del bando Pin 2018.
E ora sta cercando professionisti in tutte e 5 le province pugliesi: Brindisi, Lecce, Taranto, Bari, Bat e Foggia.

Si tratta di un portale in cui si incontrano visitatori con i ciceroni e gli esperti di Puglia, i quali possono raccontarsi e raccontare loro i propri itinerari.
Aderire a Let’s go guides è facilissimo ed è gratuito, ecco perché è un trampolino di lancio per guide neo riconosciute ed è una occasione in più per veterani che vogliano ampliare la propria cerchia di interesse senza intaccare i loro già consolidati canali di promozione.
Il turista diretto in Puglia, potrà scegliere direttamente il Cicerone più adatto ad accompagnarlo nel suo viaggio o potrà prenotare la migliore esperienza assistito da esperti, preparandosi così a vivere la sua visita in Puglia, accompagnato da professionisti appassionati del proprio mestiere e della propria terra.

Contattando direttamente la guida che propone l’itinerario preferito o scegliendo l’attività più interessante per i suoi gusti, finalmente, il turista non sarà costretto a subire una visita guidata, ma potrà sceglierla e viverla assieme al suo Cicerone o esperto del territorio, che gli racconterà una delle terre più belle del mondo: la Puglia.

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Lo staff di Let’s go guides è a tua disposizione per assisterti in ogni passaggio dell’iscrizione ma anche successivamente. Sul sito www.letsgoguides.com c’è anche un numero diretto di cellulare al quale rivolgersi per ogni domanda.

home vieni a viaggiare in puglia

Let’s go guides è partner di Vieni a viaggiare in Puglia, il blog di promozione turisticaa della nostra regione che sceglierà gli itinerari più scelti e più fotografati da raccontare e divulgare.

Per Natale regalati un’opportunità, regalati Let’s go guides e inizia l’anno nuovo con l’itinerario giusto.

SI ACCENDONO «LE LUCI DI BRINDISI»: DAL WALKSCAPE ALL’INSTALLAZIONE LUMINOSA

«Le Luci di Brindisi» si accendono e il Natale regala subito la sua inconfondibile atmosfera. Alle luci della festa, che vestono la città di colori nuovi e di magia, si ispira il titolo della rassegna organizzata dal Comune di Brindisi e dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi, oltre un mese di iniziative tra le festività natalizie e l’inizio del nuovo anno, dedicato alle tradizioni e alla riscoperta dei luoghi più familiari.

BRINDISI - VEDUTA AEREA PORTO

Così, nella mattinata di sabato 8 dicembre si entra nel vivo con l’esperienza del walkscape, il “paesaggio camminato” per conoscere la città “dal basso”, un modo per scoprire la storia, l’arte e la bellezza del territorio in modo attivo e partecipato. Il walkscape è una camminata che propone una rilettura del paesaggio, un invito ad osservare, ascoltare, disegnare, scrivere, fotografare, raccogliere, per ricostruire storia e identità del luogo attraverso tracce nascoste, dettagli apparentemente insignificanti.

Titolo del walkscape «Brindisi Porto di Pace»: al centro la storia dell’accoglienza e solidarietà nel porto di Brindisi dal mondo antico ai nostri giorni. Si parte alle ore 10,30 da piazza Santa Teresa con tappe in via Pasquale Camassa, Palazzina del Belvedere e piazzetta Colonne, lungomare Regina Margherita (Dogana) e piazza Vittorio Emanuele (giardinetti del porto). La passeggiata dura circa due ore. Info 348 7288029.

Brindisi ha disegnato la sua storia intorno al suo caratteristico porto naturale, dalla forma a testa di cervo, da cui deriva il nome stesso della città: un vero e proprio porto di pace per chi fuggiva dalle persecuzioni, dalla fame e dalla guerra. Il walkscape non poteva che partire da lì, dal porto e dal suo lungomare: «Brindisi Porto di Pace» ripercorre in cinque tappe un aspetto inedito e da molti ignorato della storia di Brindisi, un lungo filo rosso che segna il percorso della città dall’antichità fino ai nostri giorni e che il turista o il cittadino distratto troppo preso dalla contemplazione del bellissimo panorama a volte non riesce a cogliere. L’itinerario è stato ideato da Giovanna Bozzi, segretaria nazionale dell’ANISA in collaborazione con l’associazione ETRA.

Sempre sabato, alle ore 19, la scena si sposta sul terrapieno antistante il Nuovo Teatro Verdi per l’inaugurazione e l’accensione di un’opera d’arte luminosa e interattiva, #BrentionTherapy, ispirata a uno dei simboli identitari della città, progettata e realizzata “site specific” dall’artista David Cesaria per «BrindisiLightArt», a cura di Ilaria Caravaglio. L’opera unisce il design degli origami alla tecnica delle tradizionali luminarie del nostro territorio ed è pensata per diventare uno strumento di promozione del territorio, in particolare con l’ausilio dei social: cittadini e turisti saranno invitati infatti a scattare un selfie con l’originale luminaria e condividerle su Facebook ed Instagram utilizzando l’hashtag #BrentionTherapy.

Molti studiosi ritengono che il nome della città di Brindisi, «Brention» in lingua messapica, derivi dalla conformazione ramificata del suo porto, a “testa di cervo”, eletta a simbolo della città assieme alle due colonne romane: alla bellezza della scultura e della luce si aggiunge la magia del colore, con i suoi effetti terapeutici per chi osserva. Così prende vita #BrentionTherapy, destinato a svettare accanto all’arco ad ogiva fino al 6 gennaio. Brindisi è pronta ad accogliere e “viralizzare” una “epidemia di luce e colore” e, attraverso le fotografie e la condivisione social, lasciarsi contagiare dalla bellezza dell’arte e dall’ironia dell’artista.

David Cesaria, definito dalla critica «un apolide moderno studioso della trasformazione del nulla in contenuto», aprirà le porte della sua «Bottega d’artista», nel Complesso ex Scuole Pie dal 10 al 12 dicembre, occasione nella quale i visitatori potranno vederlo all’opera mentre realizza un modellino in scala ridotta.

Fiaccolata per un cane. Succede anche questo (a san Pietro Vernotico)

“Siete tutti invitati a ricordare con noi Jako, nel modo più pacifico e sereno possibile  la mano dell’uomo è stata crudele si, ma noi ci riuniremo per ricordare un’anima innocente, per ricordare ai suoi cari che non sono soli. Per ricordare a tutti che la vita è sacra e va rispettata. Il resto lo lasciamo fare alle autorità. Vi aspettiamo per questo ultimo saluto a Jako”

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Immagine presa dal Sito Web “Brindisi Report.it”

Letto così sembra un ricordo o un necrologio per un uomo – magari un bambino indifeso ed innocente – barbaramente assassinato da un mafioso. In realtà si tratta di altro. Nessuna persona è stata uccisa: il Jako di cui si parla è un animale. Per la precisione un vecchio cane, morto in seguito ad ustioni, in un paese della nostra regione (noto per aver dato i natali a Domenico Modugno). La vicenda dell’animale la trovate su tutti i giornali (compreso Corriere e Repubblica) ed è pertanto inutile che ve la raccontiamo noi.

Dispiace che parliamo per la prima volta di San Pietro Vernotico per una vicenda non bella e non edificante. Pazienza. Speriamo vi saranno altre occasioni per articoli di diverso tenore. Va da sé che la Redazione de “La splendida Regione Puglia” non presenzierà alla fiaccolata ed al minuto di silenzio: pensiamo che certe manifestazioni andrebbero fatte per cose un poco più importanti. Sei milioni di esseri umani – uomini, persone, con l’anima immortale- negli ultimi decenni, in Italia,  sono stati uccisi nel grembo delle loro mamme. Esserini innocenti ed indifesi.

Meravigliosa Pietrelcina (ed anche Pompei) – PELLEGRINAGGIO

Quella offerta dai padri del Santuario di Jaddico è una splendida opportunità per visitare e conoscere due bellissimi luoghi della cristianità: il Santuario mariano di Pompei e soprattutto i luoghi dell’infanzia e della prima giovinezza di Padre Pio.

Questi ultimi, per impressione unanime di chi li ha visitati, sono dei luoghi bellissimi e che donano tanta pace al cuore (proprio come il Santuario di Jaddico!) : Pietrelcina è la prima tappa del mini-pellegrinaggio di due giorni con pernotto in albergo a Pompei e partenza da Jaddico VENERDI’ 30 NOVEMBRE in primissima mattina. Il rientro è previsto nella serata di SABATO 1 DICEMBRE.

Qui di seguito viene riportato il programma completo con tutte le indicazioni e poi viene messa qualche foto. Buon viaggio!

LOCANDINA PELLEGRINAGGIO

 

 

 

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Piana Romana – Qui il giovane Padre Pio ricevette le “stimmate invisibili”

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Una curiosa storia accaduta a Molfetta, settanta anni fa…

La storia che vi proponiamo è autentica. Ed è un fatto accaduto a Molfetta nel tardo Dopoguerra e precisamente nel 1956. Il fatto lo ha narrato un Sacerdote di Cerignola, Monsignor Luigi Marinelli che ha lavorato molti anni presso la Curia Romana in Vaticano. Ecco la vicenda….

MOLFETTA  -  Il Porto  (  3 )

Don Pasquale Uva, il notissimo fondatore della Casa della Divina Provvidenza, presentò con qualche ritardo (successivamente si capirà il motivo di questo ritardo…) alla direzione del seminario regionale pugliese  di Molfetta (foto in basso) un giovane della Basilicata, aspirante religioso presso la sua incipiente Fraternità, e del quale si rendeva garante.

seminario regionale Molfetta

 

Sanomonte, il suo nome, era un seminarista intelligente ed esemplare in tutto: alquanto chiuso, statura media e robusta, d’aspetto simpatico. Nella nota caratteristica del prefetto di camerata si leggeva: alquanto circospetto e poco loquace, ma gentile con tutti.

DON UVA
Frattanto, l’anno scolastico volgeva al termine. Pomeriggio di una giornata afosa, i componenti la sua camerata, una trentina, si dirigevano in fila a passeggio verso il porto. Sanomonte, in genere, preferiva rimanere ultimo della fila: così quella volta.
A un tratto si china a tirar su le calze, tenendo d’occhio il gruppo che voltava l’angolo. Guarda con certa stizza la saracinesca chiusa della sezione del partito comunista.

Un uomo obeso con le mani dietro la schiena s’appoggiava all’anta laterale, come se ne aspettasse l’apertura. Un attimo d’insicurezza e, pensando alla camerata che si allontanava, si fece coraggio e abbordò lo sconosciuto, dicendogli: «Compagno, dia questa busta chiusa al compagno segretario… Mi raccomando: chiusa!».
Ma il nostro Sanomonte aveva scambiato cavallo! Quell’uomo panciuto era, manco a dirlo, tale Peruzzi ossia il più sfegatato democristiano, noto a tutta la città (ma il seminarista, non essendo biscegliese, non poteva saperlo). Da sornione qual era, Peruzzi aveva seguito l’imbarazzo e le mosse del seminarista in ogni suo particolare.

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Ora, con la busta chiusa in suo possesso, egli si domandava: che fare? Stette tre giorni a chiederselo: darla o non darla al segretario comunista? È un suo parente, o no? E se no, strapparla? Lasciarla chiusa, o leggerne il contenuto? Recarsi dal rettore del seminario? E che dirgli? Un bel rebus, che si risolse alla fine con la punta di un tagliacarte infilato all’angolo della busta che s’apriva. Era scritto:

«Caro compagno segretario, mi trovo distaccato dal mio paese a studiare in questo seminario regionale. Ho urgente bisogno di vederti per definire con te il piano da seguire nel prossimo futuro. Mi raccomando di qualificarti come mio zio. Le visite dei parenti sono consentite ogni giovedì dalle 16 in poi nell’attiguo parlatorio a pianoterra. Saluti Andrea Sanomonte».

Non sembrava vero a Peruzzi, che nei pettegolezzi ci guazzava, d’esser ricevuto in tutta segretezza dal rettore. Gesticolò tutto l’accaduto con le mani e col faccione esilarante e alla fine consegnò la lettera in busta aperta. La sera, d’intesa col vicerettore e il prefetto di camerata, furono perquisiti accuratamente la scrivania e gli effetti personali di Sanomonte.

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Ai tre parve di non aver trovato materiale di rilievo: qualche appunto sospetto, qualche scritto d’orientamento comunista, l’agendina tascabile, con certi ghirigori indecifrabili di vago interesse, tuttavia prelevata e acquisita.
Era la prima volta che succedeva un caso del genere e c’era divergenza di pareri in direzione. Si chiese consiglio alla Polizia, la quale per ispezionare con calma il plico lo portò in questura.

D’accordo col venerando don Uva, si invitò il Sanomonte a tornare a casa fino a nuovi ordini. Quando tutto sembrava finito, dal dicastero addetto ai seminari in curia romana arriva un severo cicchetto al rettore per non aver informato subito dell’accaduto l’organo vaticano.
Ecco cos’era successo: alcune di quelle cifre trascritte nell’agendina di Sanomonte contenevano codici segreti sul carico e la destinazione di una nave bellica italiana in aperto oceano pacifico, noti soltanto agli addetti al controllo di tutte le navi italiane, in navigazione per i mari del globo. Detto ufficio militare si trovava nella galleria sottostante la caserma Santa Rosa nei pressi della Storta, frazione di Roma, importantissimo sito secreto che si ramificava a raggiera lungo 18 chilometri sotterranei.(vedi foto in basso)

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Sull’accaduto si fece scendere la coltre del più rigoroso silenzio. Nessun altro ne fece più cenno. Ed anche noi ci fermiamo qui sperando che la storia vi sia piaciuta. Agli amici di Molfetta ci rivolgiamo per chiedere se vogliono aggiungere ricordi di quel periodo e se magari erano a conoscenza della vicenda….

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Di Massafra e di Taranto le più belle di Puglia: ECCOLE!

Ecco le due finaliste pugliesi di UN VOLTO x FOTOMODELLA. Si è conclusa la finale regionale di Un volto per fotomodella a Carovigno dove la direttrice artistica Rosanna Tersicci ha annunciato le finaliste nazionali Elisa Termite di Massafra e Silvia di Taranto che hanno avuto la meritatissima fascia che gli permetterà di presenziare la Puglia a Fiuggi dal 30 agosto al 1 settembre.

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Fiuggi, dunque, capitale di salute, bellezza e moda più attraente d’Italia, protagonista dell’evento più glamour, ancora una volta si inebria di fascino femminile, grazie al seducente binomio con il Concorso Nazionale “Un Volto X Fotomodella“ che approda, con i vertici aziendali della Emmei Promotion, con tutta la movimentata e dinamica organizzazione, e soprattutto con le 40 bellissime finaliste, provenienti da ogni angolo d’Italia, pronte a darsi battaglia, a colpi di pose e sfilate in passerella, per conquistare lo scettro di reginetta dell’anno 2018.

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