UFFICIALE – Rfi: a Brindisi raccordo ferroviario tra porto e zona industriale

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Al via l’integrazione ferro-gomma-mare nel principale terminale ferroviario marittimo della costa adriatica del centro-sud

Al via l’integrazione ferro-gomma-mare nel principale terminale ferroviario marittimo della costa adriatica del centro-sud. Dieci chilometri di binari raccordati alla rete ferroviaria nazionale collegano il molo di Costa Morena e la zona industriale. Sono il primo miglio di un nuovo sistema di trasporto e di terminalizzazione delle merci tra la rete ferroviaria nazionale, il porto di Brindisi e la zona industriale.

I binari sono dotati dei dispositivi di sicurezza infrastrutturali per la movimentazione dei convogli merci, nel rispetto delle norme per la sicurezza dell’esercizio ferroviario. Il contratto di raccordo Rfi-Autorità Portuale del Mare Adriatico Meridionale e Asi Brindisi, valido 6 anni, definisce le reciproche responsabilità in termini di norme di esercizio, visite di sorveglianza e manutenzione e crea le condizioni per incrementare i traffici su ferro e i servizi intermodali afferenti all’area industriale al porto di Brindisi.

Un tassello importante che si inserisce in un quadro di potenziamento infrastrutturale che prevede l’attivazione, nel 2024, del collegamento diretto fra l’infrastruttura ferroviaria nazionale a Sud di Brindisi e una nuova stazione con binari lunghi 750 metri ed elettrificata. Il ‘baffo’ consentirà di ridurre i tempi di terminalizzazione dei trasporti, effettuare treni più lunghi e evitare la sosta tecnica dei treni merci nella stazione di Brindisi, creando nuove opportunità nel servizio merci e un incremento dei volumi di traffico e di competitività del trasporto merci su ferro nel Sud Italia.

FONTE QUI

La 96 rifatta: uno spettacolo! Grazie Anas (FOTO E VIDEO)

Chi in questi anni ha frequentato la Strada Statale 96 -magari quotidianamente e/o più volte al giorno!- potrà capire ancora meglio questo post. La strada è una arteria importantissima che collega Bari ad Altamura e quindi a Matera. Un collegamento interregionale fondamentale, prescindendo dalla importanza dell’area murgiana coi suoi grossi centri (Gravina e, soprattutto, la vivacissima Altamura: una città che è ancora in forte crescita!), fra la Puglia e la Basilicata.

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Ai primi di settembre Anas ha consegnato alla popolazione la 96 totalmente rifatta. E’ uno spettacolo vederla ed una grande comodità percorrerla. E, come si diceva prima, può apprezzare maggiormente l’entità di questi lavori chi ha “patito” in questi anni per i lavori in corso che avevano reso il transitare lungo questa strada una avventura fastidiosa e pericolosa. Ma il passato e passato. E come mostra l’ottimo video realizzato da Anas si può dire che ne è valsa la pena pazientare tutti questi lunghi mesi:

Naturalmente il lavoro non è concluso: il bello deve ancora venire. Però già immaginiamo l’ampliamento della Tangenziale di Altamura e l’innesto verso Matera. Nella Città dei Sassi, che come è noto sarà Capitale Europea della Cultura nel 2019 e che ha nel suo territorio un Patrimonio dell’Umanità (tali sono stati giudicati i Sassi dall’Unesco), c’è però scontento: la più parte dei materani avrebbero preferito la realizzazione di una rete ferroviaria e/o il potenziamento di quella esistente (che è, oggettivamente, insufficiente). E non si può dare torto a tale istanza: oltre ad essere l’unico capoluogo di provincia, in Italia, privo di una stazione ferroviaria (escludendo la Fal) la città è veramente penalizzata dalle reti di comunicazione.

Ed è parimenti arcinoto lo sciupio di denaro pubblico per la realizzazione di opere che poi sono rimaste incomplete, incompiute e che chissà se un giorno potranno essere recuperate. Si tratta di importanti investimenti che hanno prodotto, ad ora, il nulla. Ma di Matera, semmai, ne parleremo in altra circostanza: ora è tempo di gioire per la SS 96 che diventa sempre più bella.

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I dati dei lavori si possono leggere sul Sito dell’Anas (CLICCA QUI)  unitamente ad un gradevole corredo fotografico e grafico. Qui si vorrebbe fare presente anche una cosa: lo Stato, attraverso l’Anas, non ha realizzato una autostrada -che non è accessibile a tutti per ovvie ragioni- ma una strada priva di pedaggi. Sarebbe stata davvero una beffa ritrovarsi con una strada a pagamento dopo decenni di disagi!

cosimo de matteis

 

TORRE GUACETO – Importante avviso per i bagnanti di Penna Grossa

 

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Stop alle auto nelle immediate vicinanze della Riserva

Nell’ottica di una crescente riduzione dell’impatto antropico sull’area protetta di Torre Guaceto oggi è stato raggiunto un altro importante risultato. Nell’ultimo periodo, il Consorzio di gestione della Riserva in accordo con il Comune di Carovigno e Anas ha lavorato alla stesura di un piano che permettesse di imporre un blocco alla circolazione dei veicoli non autorizzati nelle aree Sic (Sito di importanza comunitaria) di Torre Guaceto.

TORRE GUACETO
Ad esempio, un’area che subiva l’azione dell’uomo è quella corrispondente alla via che dal ponte di Punta Penna Grossa conduce sino al Centro Recupero Tartarughe Marine “Luigi Cantoro” e alle spiagge.
Dopo un lungo lavoro, in questi giorni, Anas ha emanato un’ordinanza con la quale vieta la circolazione dei mezzi non autorizzati proprio nel tratto di strada su indicato. Gli utenti della Riserva e delle sue spiagge dovranno accedere all’area protetta recandosi nell’area servizio a sud della stessa, sita in zona Apani e quindi spostarsi all’interno di Torre Guaceto fruendo del servizio navetta, o nei pressi di Punta Penna Grossa, porta a nord, lasciando le proprie auto nelle aree parcheggio che sono state individuate alcune mesi addietro per l’annualità 2017 dal Comune di Carovigno e utilizzare, anche in questo caso, il servizio navetta.

Questo è un importante risultato che, unito a tutte le altre attività portate avanti dal Consorzio di Gestione di Torre Guaceto permetterà di tutelare sempre meglio la Riserva.
Inoltre, l’ordinanza Anas fa il paio con il piano del Consorzio, inserito nel programma per la Carta Europea del Turismo Sostenibile, per un progressivo allontanamento delle aree parcheggio dalle zone particolarmente delicate di Torre Guaceto.

Infatti, dopo una serie di tavoli tecnici che si sono tenuti negli ultimi mesi tra Consorzio di gestione di Torre Guaceto, Aeronautica Militare, Regione Puglia e Comune di Carovigno, prossimamente il Corpo acquisirà una superfice destinata al distaccamento militare molto meno ampia rispetto a quella utilizzata attualmente e la restante parte verrà affidata al Consorzio che attuerà interventi di ingegneria naturalistica per portare le aree degradate dalla sosta delle auto a divenire habitat naturali.
“Abbiamo lavorato per una più funzionale predisposizione della viabilità stante le centinaia e centinaia di autovetture che interessano l’area nella sua parte esterna e di servizio – spiega Teodoro Nigro, comandante della polizia municipale di Brindisi e consigliere di Amministrazione del Consorzio di gestione di Torre Guaceto per il Comune di riferimento -, l’azione del cda continuerà nell’ottica della massima tutela della Riserva Naturale come delimitata dai provvedimenti amministrativi”.
Invitiamo tutti gli utenti della Riserva a rispettare il divieto di circolazione sulla strada per Penna Grossa. Questo sia perché chi vuole fruire di Torre Guaceto deve sempre tener conto del suo status di area protetta, se così non fosse oggi non avrebbero la possibilità di godere di tanta bellezza, sia perché il posteggio di auto in aree non autorizzate potrebbe creare problemi nell’eventuale circolazione di mezzi dei vigili del fuoco e del 118.

La Litoranea (SP 41) è in “gravissima situazione di pericolo”

Mappa di: SP41, 72100 Brindisi BR

Lo sviluppo di un territorio passa attraverso una seria politica di programmazione. Aver individuato la costa a nord di Brindisi come possibilità concreta di attrarre investimenti, con il recupero di tutta l’aria, ha visto negli anni posizioni comuni di diverse coalizioni politiche.

Dopo la fatidica operazione denominata “Primavera”, che aveva visto una preoccupazione crescente nei cittadini per la presenza di veicoli lanciati a forte velocità, sia nelle strade periferiche della Città che in quelle che lambivano tutta la costa, nasce l’accordo tra l’amministrazione provinciale di Brindisi retta dal presidente Nicola Frugis, l’assessore ai lavori Pubblici Marcello Rollo e il Ministero dell’ Interno, denominata “Sicurezza-Turismo”.

Furono utilizzati fondi rivenienti dalla convenzione tra enti locali ed Enel per un importo di 10 miliardi di lire, che permise l’installazione su tutte le strade provinciali, individuate a rischio, di una pubblica illuminazione innovativa (pali illuminati attraverso energia solare) che ha garantito la sicurezza su quelle strade ed ha incrementato il turismo e gli investimenti sulla costa. La strada litoranea a nord di Brindisi che va dal Lido dei Carabinieri fino ad Apani, (riconosciuta tecnicamente come SP 41) ha usufruito di tali finanziamenti ed ha per un lungo tempo garantito la sicurezza dei turisti e dei residenti.

Risultati immagini per SP 41 brindisi

Negli anni, per le note vicissitudini che hanno riguardato l’amministrazione provinciale, non si è proceduto ad una corretta manutenzione e-o sostituzione di pali per la pubblica illuminazione. Nel giugno del 2015 in qualità di consigliere comunale, ho segnalato al Prefetto di Brindisi la gravissima situazione di pericolo per la pubblica Incolumità riguardante la SP 41.

Il consiglio comunale nell’Agosto del 2015 ha recepito in toto le mie preoccupazioni deliberando quasi all’unanimita la volontà di acquisire al patrimonio comunale la SP 41, non solo in una logica di sicurezza ma anche in una logica di sviluppo della costa.

BRINDISI - VEDUTA AEREA PORTO

Successivamente l’amministrazione Provinciale con proprio atto deliberativo, acconsentiva alla cessione della SP41 al comune di Brindisi, dando mandato ai rispettivi uffici tecnici di risolvere le eventuali necessità operative -tecniche. LA POLITICA HA FATTO LA SUA Parte, dando degli indirizzi chiari e precisi.

Ad oggi, per cavilli tecnico burocratici, ad estate appena iniziata, nulla si è risolto ed il buio é la caratteristica della costa a nord della città. Alla luce di tutto ciò, Chiedo al Commissario Prefettizio del Comune di Brindisi dott. GIUFFRE e al Presidente della Provincia dott. Maurizio Bruno di sedersi quanto prima intorno ad un tavolo tecnico-politico per risolvere DEFINITIVAMENTE questo annoso e preoccupante problema, prima che possa accadere qualcosa di IRREPARABILE.

Informo inoltre, il dott. GIUFFRE che la passata Amministrazione guidata dalla Sindaca Carluccio, aveva già interessato per la risoluzione, in tempi brevissimi, la società partecipata del comune l’ENERGEKO, la quale aveva già presentato il relativo cronoprogramna .

A tutt’oggi mi sono sconosciute le ragioni della non operativita fatta eccezione per il VERGOGNOSO SCIOGLIMENTO ANTICIPATO DEL CONSIGLIO COMUNALE, che ha interrotto in maniera brusca la realizzazione di diverse opere previste nel piano triennale delle opere pubbliche già approvato dal consiglio comunale.

Giampiero Epifani (già Consigliere Comunale di Brindisi)